I 7 step per migliorare il posizionamento su Google

Indicizzazione, analisi, rendimento e strategia per il tuo business



Il posizionamento su Google e sui motori di ricerca è un benefit strategico per tutte le aziende e i professionisti che intendano trovare nuovi clienti online sfruttando le ricerche che gli utenti ogni giorno compiono sul web.

Far sì che Google, Yahoo! o qualunque altro search engine ci dia la visibilità a cui aspiriamo però non è una cosa semplice e immediata. Al contrario bisogna seguire dei passaggi indispensabili e attuare pratiche SEO durante tutto il processo.

Come migliorare il posizionamento su Google

1. L’indicizzazione

Per fare in modo che il tuo sito appaia tra i primi risultati della SERP (search engine results page) e che quindi abbia un buon posizionamento su Google, è necessario che venga indicizzato da quest’ultimo, ossia che venga inserito nel suo codice. Perché ciò avvenga è indispensabile eliminare ogni potenziale ostacolo che possa impedire a Google Bot di leggere le pagine del tuo sito.

Per permettere a Google di svolgere il suo lavoro puoi fare i seguenti controlli:

  1. controlla se ci sono blocchi a livello di file robots.txt.
    Con il file robots.txtè possibile inibire l’accesso dello spider di Google a tutto il sito o ad alcune sezioni;
  2. verifica se c’è un blocco tramite meta tag “noindex”.
    Con il meta tag “noindex” è possibile disattivare l’indicizzazione di alcune pagine del sito;
  3. analizza e controlla se ci sono directory protette da password sul server.
    Con il blocco da password è possibile bloccare l’indicizzazione e la lettura di parti di pagina.

2. Analisi delle keywords

Il tuo obiettivo – e quello del tuo sito – è quello di avere un buon posizionamento su Google in modo da intercettare le ricerche dei tuoi potenziali clienti o utenti.

Per farlo è necessario analizzare ciò che questi cercano sui motori di ricerca e come lo fanno.

Possiamo suddividere il tuo target in due macro categorie:

  1. consumatore consapevole
  2. consumatore potenziale

Il consumatore consapevole è colui che sa di avere un determinato problema o necessità e va alla ricerca di una soluzione su Google, sia nel caso in cui conosca i tuoi servizi o prodotti, sia nel caso in cui non conosca la tua attività.

Il consumatore potenziale invece è colui che non sa di avere un problema ma che potrebbe averlo in futuro, o sviluppare la necessità dei tuoi servizi o prodotti perché li scopre e ne avverte il bisogno. D’altronde, come disse il buon Steve, “La gente non sa ciò che vuole finché non glielo fai capire tu”.

Il potere del consumatore potenziale sta nel poter trasformarsi in un nuovo consumatore consapevole.

Con i motori di ricerca possiamo intercettare il consumatore consapevole, mentre con i social network, soprattutto per come si sono evoluti negli ultimi anni, possiamo imbatterci in quello potenziale. E’ per questo che dobbiamo analizzare le parole chiave con cui i nostri potenziali consumatori cercano le soluzioni ai loro problemi.

I tool da utilizzare in questa fase sono molteplici. Molti sono a pagamento ma se ne trovano anche di gratuiti. Il primo passo da compiere però è stilare un elenco di parole che identificano le categorie di prodotti o servizi e i problemi che questi risolvono.

Lo scopo di questa analisi è comprendere le personas, ossia coloro che potrebbero entrare in contatto con la nostra attività. In altre parole il nostro target.

Dobbiamo sempre tenere a mente che le persone non cercano tanto le soluzioni (che d’altronde ancora non conoscono) quanto i problemi che i tuoi servizi o prodotti risolvono.

Una volta stilata la lista possiamo utilizzare i nostri strumenti di ricerca per le keywords adatte.

Tool a pagamento:

  • SEMrush, con cui studiare keywords correlate e secondarie;
  • keyword.io, per avere elenco ampio di query cercate dagli utenti

Tool gratuiti:

  • Strumento per l’analisi delle keywords di Google Ads;
  • Google Trends
  • Keyword shitter
  • AnswerThePublic
  • Keyword Tool
  • Free Keyword Tool
  • Google Keyword Tool e Log Tail Keywords Tool

3. La SERP: lo specchio del tuo posizionamento su Google

Come detto, studiare le parole chiave che gli utenti cercano sui search engines è solo il primo passo. Ciò che è fondamentale è cosa i nostri utenti si aspettano da una ricerca su Google. Per comprendere lo user intent, la soluzione migliore è osservare le pagine dei risultati di ricerca di Google.

Attraverso questa attività di osservazione puoi scoprire:

  • perché gli utenti hanno effettuato una ricerca e fornire loro ciò che si aspettano di trovare;
  • il tipo di contenuto che meglio risponde alle loro ricerche (video, immagini, testo, infografiche ecc);
  • le lacune dei competitor, ossia gli argomenti che non sono ancora stati affrontati da altri.

Sulla base di queste osservazioni puoi scoprire quale tipo di contenuti manca e in che forma, cosa vuole Google e come vuole presentarlo ai suoi utenti.

Gironzolando per il web avrai certamente più volte letto che il segreto per essere indicizzato dai motori di ricerca sta nell’autenticità e originalità dei contenuti. Consigli abbastanza vaghi: i tuoi contenuti saranno autentici e originali solo dopo una buona analisi. In questo modo sarai in grado di differenziarti dalla concorrenza e posizionarti sul mercato, scalando le posizioni migliori su Google.

Tieni perciò sempre a mente questa domanda ogni volta che creerai dei contenuti: “Come i miei servizi o prodotti risolvono meglio degli altri i problemi dei miei potenziali consumatori?

4. Autorevolezza

Un altro buon suggerimento, se ne hai la possibilità, è quello di affidarti a copywriters che godono di una buona autorevolezza poiché Google dà molto peso a chi scrive il contenuto.

Se vuoi ottenere backlink verso il tuo sito (ossia che un tuo link venga inserito nei contenuti di un altro sito), condivisioni sui social e quell’effetto di amplificazione che renderà i tuoi contenuti virali, devi necessariamente investire nell’autorevolezza dei tuoi collaboratori.

Alcune buone pratiche comunque prescindono da tutto: non creare contenuti solo per riempire le pagine del sito. Al contrario fai in modo che ogni pagina sia la miglior risposta che un utente possa trovare online relativamente al tuo settore di business.

Questo, insieme a delle buone tecniche di SEO copywriting, ti permetterà di ottenere un buon posizionamento su Google scalando la SERP e permetterà agli utenti di sfruttare a loro vantaggio ciò che scrivi sul sito. Sul lungo periodo questo creerà fiducia e autorevolezza, due elementi fondamentali per influenzare le scelte e gli acquisti degli utenti.

5. Title e description

Titolo e descrizione nelle meta informazioni delle pagine che compongono il tuo sito sono il tuo biglietto da visita.

Quelle dello snippet infatti sono le informazioni che gli utenti leggeranno cercando soluzioni ai loro problemi sui motori di ricerca. E’ il primo punto di contatto, per cui è necessario studiare bene cosa scrivere: title e meta description devono convincere l’utente che quel contenuto è la soluzione ai loro problemi.

Bisogna sempre pensare che quando un utente effettua una ricerca sui search engines si troverà davanti una decina di risultati: sta a te rendere il tuo snippet appetibile in modo che il potenziale consumatore, guardandolo, possa sceglierlo come potenziale risolutore del suo problema.

Se il tuo obiettivo poi è raggiungere la vetta organica (ovvero quella non a pagamento, ben diversa rispetto ai risultati posizionati grazie all’advertising) del SERP, scrivere uno snippet eccellente non basterà, ma puoi seguire queste buone pratiche:

1. In fase di analisi e lettura, Google dà importanza alle parole seguendo l’ordine in cui si trovano. Ciò vuol dire che le prime parole saranno più importanti delle seguenti e che quindi un buon contenuto SEO oriented (che si tratti di title, description o url) presenta le keywords all’inizio.

Attenzione: questo non vuol dire riempire il sito e le informazioni di keywords inserite a caso: Google sa riconoscere un buon contenuto e penalizzare un testo poco utile e difficile da leggere!

2. Fai in modo che il tag title:

  • descriva bene la pagina;
  • contenga le keywords pertinenti la pagina;
  • sia compatto. Google infatti mostra circa 55 caratteri quindi devi essere breve, coinciso e soprattutto scrupoloso;
  • desti curiosità e interesse.

3. La meta description invece:

  • non deve superare i 300 caratteri altrimenti viene tagliata;
  • deve contenere le keywords di interesse così da accattivare l’utente;
  • deve essere persuasiva e convincere l’utente a cliccare.

4. Ottimizza l’URL visibile nello snippet. Un URL ben scritto deve essere breve e rispettare l’importanza che Google dà alla posizione di parole.

Un ottimo strumento WordPress per ottimizzare le meta informazioni del tuo sito o blog è SEO Yoast, che ti offre una serie di suggerimenti per scrivere uno snippet ideale.

6. I Rich snippet: il posizionamento su Google con valutazioni e recensioni

Oltre alla cura degli snippet, per alcuni settori di business è fortemente consigliato l’utilizzo dei Rich snippet.

Un Rich snippet non è altro che uno snippet con delle informazioni maggiori: indicatori di valore, immagini, video e altri dati supplementari, se resi disponibili vengono presi e mostrati da Google per identificare alcune informazioni delle tue pagine web. Una volta riconosciuti, Google li renderà disponibili per gli utenti.

I Rich snippet sono prevalentemente utilizzati da quelle attività e settori nei quali è consentito dare delle valutazioni o delle recensioni ai prodotti o servizi.

Per ottenerli bisogna sfruttare un sistema di markup dei dati. Il favorito da Google è schema.org.

7. Rendimento

La velocità, i tempi di risposta e le performance del tuo sito sono altri fattori di ranking.

Come è facile immaginare, un sito che si apre in massimo 2 secondi è sicuramente più attraente di un sito che impiega 4 o 5 secondi per caricarsi.

Non solo: Google ne tiene conto. I siti che si posizionano meglio sul motore di ricerca sono quelli che si aprono più rapidamente e che hanno una grafica accattivante che mette in risalto le parti più importanti del sito. L’usabilità è un fattore importante per il tempo di permanenza dell’utente sul tuo sito, soprattutto quando questo riesce a navigare con comodità e intuitività.

La maggior parte delle ricerche oggi inoltre avviene tramite l’utilizzo degli smartphone, motivo per cui è bene che renda il tuo sito mobile friendly usando una tecnologia responsive. In caso contrario Google lo penalizzerà in fase di indicizzazione.

Infine, ma non certo per importanza, Google esige che un sito sia sicuro, per cui è importante passare al protocollo https.

In conclusione

Ricorda sempre che Google è solo uno strumento, come d’altronde i Social network e servizi quali Google Ads. Per avere buoni risultati nella tua attività è necessario avere una buona strategia monitorata ed eventualmente perfezionata.

Nessuno meglio di te conosce i servizi o prodotti della tua attività e solo grazie ad una corretta strategia di marketing saprai se e di quali strumenti e piattaforme avrai bisogno per raggiungere gli obiettivi del tuo business.

Sviluppare un piano di marketing senza conoscere il percorso e i punti di contatto del (potenziale) consumatore col tuo brand significa avventurarsi con una benda sugli occhi e solitamente sprecare tempo e denaro.

Perciò ricorda: la strategia marketing costituisce le fondamenta sulle quali costruire un business forte e consapevole!

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