Il Business Model Canvas: cos’è e come utilizzarlo

Come organizzare le informazioni per avviare un nuovo modello di business



Hai mai sentito parlare di Business Model Canvas? Lo strumento è utilizzabile nella strategia imprenditoriale e di marketing ed è molto utile in fase di valutazione per capire meglio alcune dinamiche dell’azienda. Per come è costruito, la sua comprensione è immediata poiché “gioca” molto sulla visualizzazione.

Prima di addentrarci nella tematica devi rispondere ad una domanda: quando un’impresa crea e distribuisce valore? Ti aiutiamo nella risposta: un’impresa crea e distribuisce valore quando aiuta i propri clienti a soddisfare un loro bisogno, esigenza o desiderio e risolvere un loro problema.

Cos’è il Business Model Canvas?

Il Business Model Canvas spiega il modo in cui un’impresa acquista, crea e fornisce valore. Si presenta come un metodo sistemico e completo in quanto include nella sua rappresentazione tutte le variabili tipiche del business analizzato, considerando in maniera dinamica le interazioni interne ed esterne all’azienda.

La particolarità del modello è l’uso di un linguaggio definito visuale e più immediato, al punto di rendere i progetti subito comprensibili ed essenziali, limitando il rischio di malintesi, incomprensioni e quindi di errori. Lo scopo del Business Canvas Model è fornirti delle informazioni utili per poter avviare nel modo migliore un nuovo modello di business, oppure per darti l’opportunità di intervenire al più presto, nel luogo e nei modi più giusti.

All’atto pratico il modello si presenta come uno schema grafico in grado di fornire indicazioni su come ottimizzare modelli di business esistenti e come intraprendere lo sviluppo di nuovi, creando valore.

Il Canvas permette di semplificare la condivisione di concetti che per molti apparirebbero complessi e di trasmetterli visivamente in modo che tutti possano capire come realmente l’azienda funzioni.

Graficamente il quadro si compone di 9 caselle (una per ciascun elemento chiave del modello), disposte secondo una logica ben precisa che evidenzia l’interazione tra le diverse fasi. Nella parte sinistra vi sono gli elementi che interessano la creazione del valore, nella parte destra quelli che contribuiscono a diffondere valore. Nella parte bassa, costi e ricavi.

Esempio di Business Model Canvas
Un esempio di Business Model Canvas

La sua visione semplificata dello stato dell’arte dell’impresa e del suo business, ha proprio lo scopo di rendere il modello stesso adattabile a qualsiasi realtà, dal negozio del panettiere sotto casa alla multinazionale. Ciò significa che non è solo “cosa” per le grandi aziende, ma, al contrario, può (e dovrebbe) essere applicato in ciascuna azienda indipendentemente dal settore di operatività, se non altro anche solo per il gusto di provare.

Come si compone il Business Model Canvas?

Il modello in questione si compone di 9 elementi che rimangono sempre invariati. Dalla pizzeria all’albergo, dalla fonderia al fornitore di macchine per ufficio, tutti avranno da prendere in considerazione questi aspetti valutativi.

  • Clienti: viene fatta una segmentazione della clientela in base a diversi parametri. Rapporti, area geografica, profitti. L’obiettivo e capire la propria clientela, le sue potenzialità, i suoi interessi, i suoi acquisti e il profitto che ne scaturisce (si può anche utilizzare una analisi RFM).
  • Valore: viene considerato il valore dei prodotti venduti e acquistati dagli utenti, cercando di cogliere la capacità di soddisfazione dei bisogni del cliente.
  • Canali: si descrive il modo con cui il valore giunge al cliente attraverso la distribuzione e la comunicazione. Bisogna classificare i canali distributivi dell’azienda, cercando di cogliere quelli più vantaggiosi.
  • Relazioni: col cliente si instaurano delle relazioni che hanno lo scopo di mantenere i rapporti al fine di conservare la clientela e acquisirne di nuova. Che percezione ha il tuo cliente della tua azienda?
  • Ricavi: si tratta di capire quanto i clienti pagano e in che modo. E’ necessario cercare di comprendere esattamente “per cosa” la clientela paga e cogliere il processo di formazione del prezzo del prodotto offerto.
  • Risorse: per produrre valore e trasmetterlo, l’azienda si affida a risorse finanziarie, umane, fisiche, creative. Bisogna fare la classificazione delle risorse disponibili cercando di stabilire quanto valore esse creano.
  • Attività: vengono tracciate le attività principali che sono in grado di contribuire alla creazione del modello di business. Produzione, creatività, comunicazione, marketing, sono quattro ambiti da considerare per provare a definire quanto valore portano effettivamente all’azienda.
  • Partner: per creare valore, l’azienda si avvale di partnership. Questi possono essere fornitori, collaboratori, trasportatori, alleanze strategiche. Tutto ciò porta ad un decremento dei costi, all’ottimizzazione dei processi e ad una miglior gestione del valore generato. L’obiettivo in questa fase è di stabilire la valenza di tali relazioni.
  • Costi: si analizzano i costi fissi e i costi variabili per calcolare l’ammontare che l’azienda spende per poter sviluppare interamente il suo business (illustrato in tutte le fasi precedenti).

Una precisazione doverosa

Chi non è parte della materia, tende a confondere un modello di Business Plan con il Business Model Canvas. Bisogna precisare che sono due documenti totalmente diversi tra loro, sia dal punto di vista “editoriale” che concettuale.

Il primo è un documento vero e proprio che ha il compito di tracciare una previsione di business in un arco temporale breve-medio (solitamente non oltre 5 anni). Il modello Canvas, invece, fornisce graficamente (idealmente su un solo foglio), lo stato di funzionamento dell’impresa in un determinato momento. Sarebbe impossibile realizzare un Business Model Canvas a 3 o 5 anni, poiché non rappresenterebbe la realtà.

I KPI sono dei misuratori che danno l’idea precisa ed essenziale dello stato dell’arte della nostra iniziativa.

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